LA SCUOLA COME CONTESTO DI RELAZIONI

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INDICE:

  • Essere “IN” gruppo ed essere “UN” gruppo
  • Le relazioni all’interno del gruppo classe

Essere “in” gruppo ed essere “un” gruppo sono due cose molto diverse: in gruppo ci si può ritrovare casualmente, un gruppo, invece, in psicologia sociale è definito come un insieme di individui che, non solo interagiscono tra loro, ma condividono obiettivi comuni e sviluppano un senso di appartenenza, di coesione.

Per rendere la classe “un” gruppo è necessario trasformare i rapporti accidentali che si creano tra i membri del gruppo in rapporti essenziali.

Come?

Lavorando sul senso di coesione, di appartenenza e sulla definizione di obiettivi condivisi.

Le modalità attraverso le quali i giovani entrano in relazione tra loro, infatti, non possono essere considerate come la conseguenza diretta del condividere un tempo e uno spazio, ma devono essere rese oggetto di attenzione se si desidera costruire un contesto che agevoli i processi di apprendimento.

L’aspetto relazionale e didattico sono, infatti, strettamente interconnessi.

Questo significa che il clima, l’atmosfera che si respirano in classe, influenzano in maniera inequivocabile non sono chi la classe la vive, in particolare gli studenti e i docenti, ma anche i processi stessi di apprendimento e, aggiungerei, il modo in cui i docenti conducono la lezione.

Prendiamo come esempio il livello di coinvolgimento degli studenti: in una classe affiatata i membri del gruppo si sentiranno liberi di poter fare interventi, domande, esprimere i propri dubbi in relazione all’argomento affrontato dall’insegnante, senza preoccuparsi eccessivamente di eventuali critiche da parte di questi ultimi o dei loro compagni di classe.

In una classe dove manca la coesione e prevale l’interdipendenza negativa tra i membri ciò non sarà possibile e, con molta probabilità, gli studenti cercheranno di evitare di esporsi, riducendo, in alcuni casi anche drasticamente, il proprio livello di partecipazione alla lezione.

Ciò verrà percepito dall’insegnante e potrà avere delle conseguenze anche su quest’ultima o quest’ultimo, in un circolo negativo del quale fanno le spese tutti e che può rendere la quotidianità scolastica estremamente più faticosa.

Questo esempio non solo ci aiuta a capire in che modo alcuni fattori, quali il livello di partecipazione degli studenti, possano essere condizionati dal clima che si respira in classe, ma ci invitano a considerare un altro elemento importante che riguarda le “relazioni” in classe.

Oltre ad essere “accidentali” o “essenziali” le relazioni che si creano all’interno della class possono avere una connotazione positiva, negativa o neutra a seconda delle dinamiche interpersonali che si instaurano tra studenti e tra studenti e docenti.

Vediamo insieme come si caratterizzano:

  • RELAZIONI INTERPERSONALI POSITIVE: favoriscono il benessere emotivo, la motivazione e l’apprendimento. Esse si caratterizzano per la presenza di un sostegno reciproco tra i membri del gruppo, capacità di empatia e rispetto nelle interazioni, collaborazione e inclusione, che favoriscono un clima classe armonioso e feedback costruttivi, che aiutano a crescere e a migliorarsi reciprocamente. Relazioni di questo tipo migliorano la motivazione, aumentano l’autostima, la partecipazione e il rendimento scolastico
  • RELAZIONI INTERPERSONALI NEGATIVE: si verificano quando le dinamiche di classe creano stress, ansia, isolamento. Alcuni esempi sono: il bullismo e la prevaricazione, conflitti gestiti in maniera disadattiva (e di questo parleremo in uno dei prossimi video), mancanza di supporto e incoraggiamento, competitività eccessiva. Relazioni di questo tipo nel gruppo classe aumentano lo stress, riducono l’autostima, incidono negativamente sull’interesse scolastico, aumentano il rischio di esordio di stati di subagitazione ansiosa.
  • RELAZIONI INTERPERSONALI NEUTRE: sono quelle che potremmo definire né particolarmente supportive, né dannose. Esse si verificano quando gli studenti si limitano a interazioni superficiali, nelle quali manca qualsiasi forma di conflitto, ma anche di coesione e/o sostegno, in un clima classe tendenzialmente distaccato e impersonale.

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